Ridono – la nuova serie (puntata #06)

Torna “Ridono”, la sitcom che nel 2011 ha raccontato la crisi di governo, dell’Europa e dell’economia prima ancora che lo spread diventasse un aperitivo. “Ridono”, la serie ambientata in un supermercato che prende di mira i potenti ma che non si lascia ingannare dalle doppie punte. Nuove avventure, nuovi personaggi, inedite guest-stars. “Ridono”: niente sarà più come prima.

Ma come, non hai mai visto “Ridono”? Ecco tutti gli episodi della prima serie: clicca qui

Ridono – puntata #06

Sigla di testa (ascolta). Tutto a rallenty. Luca Cordero di Montezemolo ruba i chiodi dallo scaffale. Elsa Fornero si lancia con il carrello contro Marisa Laurito, che comincia a sputare ananas all’impazzata. Anna Tatangelo piange davanti al banco frigo. Massimo D’Alema si spoglia sul rullo della cassa. La cassiera si toglie la maschera e sotto c’è Klaus Davi. Piovono rane. Chef Ramsay frigge le unghie di Lana Del Ray. Arriva Serena Dandini e si lancia sul banco salumi. Cade un neon. Entra un pullman di anziani. Victoria Cabello si trucca di nascosto con la marmellata bio. Tutto viola. Schermo a pixel. Primo piano di Corrado Augias. Grafica. “Ridono”.

“Beauty Contest”

Aprile. La Pasqua non è servita a sistemare i conti del supermercato più famoso d’Italia. E’ tempo di tagliare qualche testa, e nei vari reparti c’è fermento nell’attesa che qualche collega venga lasciato a casa. Per esempio, al panificio…

LILLY GRUBER

Hai sentito? Qua ci tocca inventarci qualcosa…ma cosa facciamo? Io non ho ancora finito di pagare l’intervento alle falangi!

FABIO VOLO

Tranquilla Lilly…ma cosa vuoi che sia? Ma secondo te vengono a toccare noi? Siamo tra i pochi a garantire ascolti buoni…tranne il giovedi…e il venerdi…ma non abbiamo il traino! Continua a leggere

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Soffia un certo vento.

Il vento dell’antipolitica. E’ così che mi ritrovo a scrivere per questo ritorno su radiobreakfast. Fermo da qualche settimana – il blog, non noi – causa puttanaio di impegni.

Il vento dell’antipolitica. Soffia forte, soffia tanto. Beppe Grillo che potrebbe diventare il prossimo premier – ma chi ci crede davvero? – e i partiti che paiono malati terminali. La seconda repubblica ha chiesto il suicidio assistito? Continua a leggere

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Top 10 commenti de “ilgiornale.it”

Notizia – Caso Mills, lettera di Berlusconi al Giornale: “Su di me un accanimento senza precedenti”.

#10 Di fronte al comportamento di certi giudici vengono in mente,chissà perché, gli anni di piombo delle Brigate Rosse finanziate dall’URSS per destabilizzare il nostro Paese e fare da quinta colonna nell’eventualità di un’invasione. Con la caduta dell’URSS quelle brigate e una buona parte delle loro affiliazioni sono ufficialmente scomparse.Rimane il dubbio che le idee gramsciane di presa del potere comunista in Italia soft siano però rimaste e lo dimostra il fatto che comunisti o pseudo ex o loro burattini abbiano raggiunto tutti i massimi vertici del potere economico, politico, della magistratura, della finanza, dell’industria, delle coop… proprio in questi ultimi vent’anni e da tempo lo stanno facendo pesare in modo appariscente. Quelle entrate nella magistratura qualcuno le chiama le “Toghe rosse”. A molti sembra che alcuni giudici applichino alla lettera quanto veniva fatto allora negli stati comunisti con gli oppositori:intercettazioni,persecuzioni giudiziarie,carcere…

#9 Ai nostri amici qui che, assatanati, chiedono a gran voce che Berlusconi venga giudicato da giudici anche se “rossi”, ricordo che in URSS e nei paesi comunisti, non molto tempo fa e per molti anni , sono stati giudicate,torturate e condannate a morte, alla fame, al ludibrio e ai gulag milioni di persone per motivi politici. Gli stessi stati anni dopo hanno riconosciuto di aver commesso a quel tempo tremendi errori giudiziari e persecuzioni politiche. Dobbiamo anche qui in Italia aspettare il corso della storia per riconoscere errori giudiziari fatti da giudici ispirati alla stessa ideologia?

#8 Gli unici veri colpevoli sono quella manciata di magistrati politicizzati e giornalisti collusi che pur di attaccare il Cavaliere hanno compromesso la reputazione e rispettabilità del nostro Paese, gravemente danneggiandone l’economia. Spero che quanto prima anche i Giudici debbano pagare non soltanto per i loro errori ma anche e soprattutto per le loro vendette personali nei confronti di chi non si schiera a sinistra. Una pratica indecente, vergognosa in un paese che incontrovertibilmente si trova sotto il peggior regime dittatoriale che si conosca, quello della magistratura, sopraffatto fortunatamente da una piccola ma potente parte di giudici.

#7 Quali discorsio fatti di Berlusconi possono richiamare la dittatura? Citane uno. Certo se fai l’elenco delle accuse che gli sono state rivolte si ha l’idea che il nostro sia la quintessenza del crimine. Spiegami: come mai, pur avendo tanti magistrati comunisti contro, Silvio è ancora libero e nessun processo finora è terminato con una condanna? Ti dirò, se questi magistrati volessero, potrebbero condannare me o te: qualsiasi nostra stupidaggine potrebbe essere presentata come un crimine. Questi potrebbero accusare Cristo di perversione sessuale (disse agli apostoli: amatevi l’un l’altro come io amo voi), di adulterazione (cambiò l’acqua in vino), di concorrenza sleale verso i commercianti (moltiplicò pani e pesci), di sfruttamento della prostituzione (perdonò l’adultera), di delegittimazione della magistratura (rispose con arroganza a Pilato) ecc. Eliminato Berlusconi si ammazzeranno per crisi di astinenza.

#6 Bisognerebbe militarizzare la magistratura.Così se scioperassero ne pagherebero le conseguenze sul piano penale. Il giudizio che è il cuore dell’attività del magistrato,è funzione più delicata di quella del sacerdote che impartisce i sacramenti.Qui l’agente è mero strumento della divinità che agisce sulla persona che riceve il sacramento con la grazia santificante.Se il sacerdote avesse la morosa il sacramento sarebbe comunque valido se impartito secondo la volontà e le formule della chiesa. Ma nel giudizio è diverso.Se questo è inficiato dall’ideologia,viene meno l’autonomia e la terzietà del giudice ,che non sono prerogative di casta,come forse molti magistrati ritengono,ma loro preciso dovere che si dovrebbe tutelare con norma penale a carico di chi vi attenti sia politico,cittadino o magistrato politicizzato o lobbista. Continua a leggere

Top 10 frasi delle segretarie nell’amministrazione pubblica

#10 “Fai così: mandale la mail mettendo il vicedirettore in copia. Poi se la vedrai lei, quella scema”

#9 “Uno non può arrivare in ufficio alle 8.30, accendere il pc alle 8.40, bersi un caffè alle 8.50 e andare subito in internet alle 9 per poi scoprire che Groupon oggi rimette in vendita il weekend alla spa che abbiamo già fatto due mesi fa. Laura, vedi su Groupalia…”

#8 “Quella è una troia”

#7 “Usciamo di qui alle 19.00. Non abbiamo nemmeno il tempo di farci il trattamento  di ricostruzione delle unghie a gel”

#6 “No, non sono fidanzata. Lavoro dieci ore al giorno, chiusa in ufficio. E’ già tanto se riesco a vedermi le repliche di Uomini&Donne. E tutti mi chiedono perché non sia ancora fidanzata a quarant’anni. Mica ho avuto le opportunità di Terry, quella che è uscita in esterna con Aldo nella puntata di ieri” Continua a leggere

Top 10 commenti de “Ilgiornale.it” (Der Spiegel)

A noi Schettino, a voi Auschwitz

#10 Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni, gli aranci dorati rilucono fra le foglie scure, una mite brezza spira dal cielo azzurro, il mirto immoto resta e alto si erge l’alloro, La conosci tu, forse ? Laggiù, laggiù Con te, amore mio, io vorrei andare. Goethe in “viaggio in Italia”! C’è sempre stato amore-odio tra italiani e tedeschi. In fondo ci invidiano perchè viviamo in un Paese solare e sappiamo goderci meglio la vita, anche se il nostro PIL è basso… Ma non si nasce per lavorare, si lavora per vivere!!!

#9 Tra parentesi,bravo Direttore!Togliamoci i guanti,mettiamo da parte il polically correct…e soprattutto smettiamola con l’ipocrisia gratuita! Se uno mi da una testata in faccia,non mando una lettera di protesta…se appena appena posso,o ci riesco,reagisco con una bella e sacrosanta ginocchiata nei maroni! Cosi’ bisogna fare…soprattutto con gli sboroni,capiscono solo quello,Se li lasci fare,non te li togli piu’ di dosso.Devono imparare che se ci toccano,la risposta e le conseguenze saranno esponenziali al danno subito.Quindi una bella cosa,sarebbe far tornare a casa il nostro ambasciatore e chiudere la sede diplomatica in Germania.Poi si vedra’…

#8 solitamente sono in disaccordo con voi…. ma oggi… MA OGGI….. VI DAREI IL PREMIO PULITZER. Avete mostrato di avere le palle contro questi arroganti tedeschi (con la t minuscola). Se vi arriveranno attacchi dall’estero spero che la stampa Italiana stia dalla parte vostra.

#7 perchè non la smettiamo di comprare auto tedesche?

#6 i tedeschi? sono invidiosi perchè quando giocano partite di calcio importanti contro di noi hahahahah sti ******i perdono sempre hahahahahahahah e allora se la prendono con noi ma non si accorgono che sono un branco di tristi hahaahah Continua a leggere

L’Italia di Marchionne riparte dall’America di Marchionne

Nelle ultime settimane si fa un gran parlare di “Italia che riparte” o di “Italia che deve ripartire”. C’è un uomo, un imprenditore, che per il nuovo anno si è fatto anche crescere la barba pur di dare il suo contributo. E già che c’era, si è messo anche una bella sciarpetta, anzi, una sciarpona. Si chiama Sergio Marchionne. In tempi di governo tecnico, di lacrime e sangue, di pescatori, camionisti, e Bersani che beve da solo la birra prima di un importante discorso, ecco che la Fiat ci propone la sua formula per il rilancio. Con la nuova Panda. Che è uguale a quella di prima, ma ha i gruppi ottici arrotondati come una vecchia Matiz. E che parla, ovviamente, americano. Vediamo perchè. Continua a leggere

Tanta voglia di #italietta (quando anche twitter ha bisogno di eroi)

E’ un paese meraviglioso questo, che si risveglia a gennaio 2012 e si riscopre più vecchio di un paio di secoli. O forse di una vita. Un paese forcaiolo e vittimista, alla ricerca di quei miti e di quei falsi moralismi da “racconto di natale” che – francamente – speravamo di esserci lasciati alle spalle. E’ l’Italia che twitta ma non ne sa il motivo, in primis perchè non sa il percome.

Un paese che se non mette il “mostro” in piazza non si sente a suo agio, non si sente compiuto. Perchè alla fine le colpe sono sempre di uno solo e soltanto, poco importa se prima in milioni l’hanno sostenuto, votato, acclamato, affiancato, applaudito. Assunto, pagato, inaugurato. E ancora una volta i giornali fanno il tifo. Per i “buoni” contro i “cattivi”, come se fossero tante nonne volenterose di raccontarci una storia, dove lo schema vuole un “eroe” contro un “antagonista”. Sorprende, ancora una volta o forse più, come “Repubblica” riesca ad andare oltre “Libero” o “Il Giornale” nell’indicarci quale strada percorrere, come se i titolisti fossero stati presi direttamente dalla “Padania”.

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Area C: a volte serve il guinzaglio

Voi non capite. Ma mica ci arrabbiamo, ci mancherebbe. Non capite.

Quando il mio cane da piccolo faceva la cacca in salotto, io arrotolavo un giornale e gli davo dei colpetti sul culo. Non erano forti, per carità. Piccoli colpetti. Però lui non capiva. E per un po’ ha continuato a fare la cacca in salotto, nonostante io lo portassi al parco, nonostante non lo privassi dei suoi bisogni. Lui doveva fare la cacca, solo che quello era il modo sbagliato. Ed io per un po’ ho continuato a dare colpetti sul culo con il mio giornale. Dopo qualche settimana qualcosa è cambiato: il mio cane ha iniziato a fare la cacca nel parco senza più farla in casa. E’ stato un momento importante. Lo è stato per lui che ha potuto usufruire del parco in maniera nuova ed utile, lo è stato per me che con gioia non ho più avuto fastidiose complicazioni. Continua a leggere

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Che cosa è successo alle Veline.

Ci sono poche cose che mi urtano: i broccoli, Daria Bignardi, la gente che suona quando il semaforo è rosso, gli irlandesi ubriachi che ti spintonano in un locale affollato. E poi loro, le veline. Non tanto per una questione di simpatia o antipatia, quanto per quel senso di inutilità sociale e televisiva che ci regalano, trasformandole in oggetto di pietà e compassione. Un tempo non era così. Un tempo le vedevamo parlare, scendere da scivoli vestite da infermiere, inciampare su dei pattini a rotelle. Ricordare quei momenti con nostalgia mi fa capire che qualcosa è andato storto, probabilmente fin da subito se il mio “si stava meglio prima” fa riferimento a un “prima” fatto di pattini a rotelle e scivoli.

Però un tempo le facce te le ricordavi. Continua a leggere

Top 5 commenti de “ilgiornale.it”

Notizia – Incredibile, ora sei razzista se dici di essere italiano. Un macellaio del Bergamasco accusato di “nazismo” per un cartello che indica la nazionalità. Tanto che il negozio è sotto protezione.

 #5 La rete è presidiata 24 ore su 24 dai fancazzisti centrosocializzati de sinistra che spargono la loro ideologia devastante. Si alternano più persone con lo stesso NICK, te ne accorgi perché, quando cambia il turno devi ricominciare d’accapo. Non si passano nemmeno un brogliaccio di dove sono arrivati col dialogo. Ogni militante centrosocializzato può gestire decine di NICK, moltiplicandosi fino a sembrare un esercito di Politically Correct. Usano la tecnica del BRANCO e si coalizzano per sparare idiozie finchè il tuo intervento slitta coperto dai loro interventi (insulti) e diventa invisibile. Probabilmente il macellaio è sotto l’attacco di questi bacelloni monoaurali.

#4 La degenerazione Kompagna, un tumore che si è annidiato nella nostra cultura, nonostante la” Kasa madre” sia morta, continua a emettere forti miasmi, la rete e facebook sono uno dei mezzi più utilizzati da questi scarti della nostra società che tra l’altro fanno cretinamente testa di ponte ai fenomeni etniconazionalisti delle altre Kulture..sono quindi un “tumeore” cretino oltretutto. Continua a leggere

Anni Dieci

Lo ammetto. Ho passato il capodanno con Carlo Conti. Lui, la sua italietta, i Pooh e quella voglia di andare in piazza in montagna che – finalmente – ruba lo scettro al mare. Sarà anche per questo che, d’accordo con chi scrive questo blog, ci siamo presi una pausa. Per riflettere, per ricominciare. Ma se è da Carlo Conti che si riparte, beh, qualcosa dev’essere andato storto.

Ho avuto, in effetti, la netta sensazione che questo 2012 in arrivo non fosse un nuovo anno, ma una sorta di prolungamento dell’anno precedente. Niente di nuovo, solo sbatti. Un po’ lo slogan della mia vicina di casa: “Niente di nuovo, ragazzi! Solo sbatti!”. La mia vicina di casa si chiama Benedetta Parodi. Ogni giorno mi racconta qualcosa sul marito Fabio Caressa, come se fosse – per me – fonte d’ispirazione. Oppure i figli, i bimbi che ormai fanno mamme tutte queste donne dello spettacolo, che non perdono occasione per metterli in scena. Per raccontare le loro piccole verità – “oggi il mio Bartolomeo ha sputato il latte perchè scottava: che maschietto!” – o i loro consigli basati sulla scoperta della maternità a doppie punte – “quando non vuole dormire, cantategli una canzone: si addormenterà come un orsacchiotto!”. E questo è solo l’inizio. Mario Monti da Fabio Fazio sembrava Batman intervistato da Alfred, il fido maggiordomo. Ma per fortuna Marchionne si è fatto crescere la barba. Continua a leggere

buon #natale

Natale 1965. Non era passato un anno da quello precedente perché, per uno strano gioco di campi e controcampi, Emily aveva atteso troppo poco. Qualche sera prima – era prevedibile – qualcuno bussò alla porta d’ottone bianco. Come un batuffolo di cotone. Come un cotton-fioc. Come la neve. Romantica Emily. Volgarissima Emily. Aveva un nome internazionale, ma abitava a Sabbialfosso, un paesino che non si ricordava nemmeno chi ci abitava. Così lei, lentiggini di sottobosco, respirava smog da grande mela. Il padre travestito aveva deciso di mettersi il vecchio costume di Santa Claus. Non era adatto alle sue nuove forme, ma decise che per la figlia era troppo importante sentirsi a New York. Si cammuffò. Era il 7 maggio 1965. Faceva caldo. Luccicanti come un tulipano contaminato da etere, gli addobbi natalizi avevano strane convulsioni. Fu un disastro totale. Continua a leggere

Milano a regime

Sosteniamo da tempo che Milano abbia bisogno di un regime totalitario. In questi giorni, in questo momento storico, in questo presente diluito che ci lancia verso il 2015. Perché quello lì, quello che vediamo nel 2015 come un piccolo treno che sta passando, forse è davvero l’ultimo che l’evoluzione socio-metropolitana ci farà passare vicino. Ed è nostro dovere salirci sopra, scegliendo se il modello a cui guardare debba essere Berlino o Bucarest. Diciamo Berlino ma potremmo dire Madrid o Lione. In ogni caso, ecco, non Bucarest. Milano e l’Italia vivono una crisi dentro la crisi: è l’incapacità di una svolta civica. E l’incapacità di una svolta civica, francamente, ci ha rotto i coglioni.

Adesso, io credo che per la prima e unica volta sia il caso di far governare, di legiferare, di imporre un cambiamento. Pur con scenari diversi vedo l’Italia che mette sul piatto lacrime&sangue in cambio di una ripresa.

Un italiano responsabile vuole la ripresa e dunque è disposto a lacrime e sangue. Un italiano imbecille frigna ed interrompe ogni ragionamento logico quando sente le parole “lacrime” e “sangue”. Un italiano intelligente dovrebbe pensare al futuro, accettando lacrime e sangue ma a patto di una ripresa certificata e garantita. In un secondo momento, a ripresa garantita ma non avvenuta, per quanto mi riguarda potrebbe scendere in piazza ed entrare in parlamento sfondando il portone. Continua a leggere

Fabio Volo

Fabio Volo. E la tonsillite. Forzato a casa per una brutta infiammazione alla gola, ho subito ore ed ore di programmazione televisiva tra una pillola e l’altra. Ed in molte, troppe, occasioni ho visto un ospite presentare il suo nuovo libro ed il suo nuovo film. Il “panettiere di Brescia”, l’ex “iena”, l’autore, scrittore, sceneggiatore, attore, cantante, presentatore Fabio Bonetti in arte Volo. E’ andato ovunque. Da Fazio, dalla Gruber, pure dalla Cabello. E probabilmente mi sono perso altre ospitate, ed altre ancora spero di perderle. Qualcuno parla di “mistero” Fabio Volo. Io dico, più semplicemente, che Volo ha ampiamente rotto il cazzo. Per diverse ragioni. A me piuttosto chiare.  Continua a leggere

Top 5 commenti de “ilgiornale.it”

Notizia – Scilipoti: “Concia orgogliosa di essere lesbica? Anche i ladri si dicono orgogliosi di esserlo”

#5 La vera omossessualita, quando si manifesta già nella prima adolescenza si può dire che è una malattia che va curata a livello ormonale, e non sempre ci riesce, mentre il fatto di cercare lo stesso sesso nell’età adulta, anche dopo aver preso moglie o marito, magari aver generato figli, questa non è omossessualità, ma vera e propria depravazione e di ciò, c’è poco per cui vantarsi.

#4 Bravo scilipoti!!! Così facendo stai conquistando il “mondo” naturale e non quello fatto da lesbiche, omosessuali e quant’altro fa brodo nelle sinistre italiane. C’era proprio bisogno di una ventata di normalità. Continua a leggere

Lady Gaga è una cagata pazzesca.

Proverò, qui, a tornare su un punto che purtroppo mi ritorna spesso in mente. Ovvero: quanto mi sta sul cazzo Lady Gaga. Tempo fa questo blog ne propose un’intervista. E fu l’ennesima conferma. Di quanto mi stia sul cazzo. Poi uno cerca pure di non pensarci, sia chiaro. Che ci sono ben altri problemi nella vita. Ma proprio l’altro ieri stavo pranzando, quando Rai5 propone uno speciale “Icone” su Lady Gaga. Col boccone che mi sezionava il palato, ho cercato ancora una volta di capire questo “fenomeno”. Che non capisco. Anzi, che ho capito benissimo. E infatti mi sta profondamente sui coglioni. Lady Gaga: la sensibile. Quella che sente le emozioni. Quella empatica. L’amica degli omosessuali. L’omosessuale. Anzi, l’asessuata. La nuova Madonna. La ballerina che non sapeva ballare. L’amica dei ballerini. La pianista. La matta. L’artista. La vincitrice di qualunque premio in ogni grammy o mtv awards. La regina di Youtube. Ma quale sarebbe, esattamente, la rivoluzione di questa cantante? Che cosa rappresenta? Chi le taglia le unghie? Come sceglie la carne da indossare? Dal macellaio di fiducia?  Continua a leggere

Questione di Spalle

“Io quelle spalle lì non me le potrò mai permettere…”. Quante volte, sfogliando certe riviste dal dentista, guardando un film o aspettando il metrò, mi è capitato di pensarlo? Troppe. E non sono l’unico. Negli ultimi anni sono sempre di più gli uomini che, come me, vengono allo scoperto e lo dicono, senza paura: non c’abbiamo le spalle. Ma che poi è tutta una questione di contesto e di relatività. Ci sono spalle e spalle. Larghe, alte, spesse, spigolose (alla Fassino). Il problema – la mia personale polemica che porto avanti da tempi non sospetti – sono gli attori di Hollywood che, ad un certo punto, diventano enormi. Si gonfiano. Effetto 3D senza gli occhiali speciali. Perchè? Recitare è mai stata una questione di spalle? Ma a cosa servono, poi, tutte queste spalle? E’ diventata una sfida. La palestra, ormai, è per me solo una mera questione di spalle. Invano. Forse dovrei passare al nuoto. Il punto è che quando vedo uno come Ryan Gosling, attore sconosciuto fino all’altro ieri che adesso che si è “fatto le spalle” partecipa a qualunque film, mi incazzo.  Continua a leggere

Se Checco Zalone piace a “Libero”.

Cosa ha fatto, esattamente, ieri sera Checco Zalone? Uno show triste, povero di contenuti, ricco di riciclaggio di già visto/già sentito. Chi scrive (qui) non ha mai amato particolarmente il comico. Avendolo anche conosciuto personalmente, ricordo molto bene quel suo atteggiamento “timido” che dalle mie parti si traduce in “disinteressato” o “sufficiente”. Ma il titolo stesso era un pericolosissimo autogol “Resto Umile World Show”. Resto umile? C’era bisogno di metterlo in un titolo? Perchè?

La verità è che Mediaset non sa fare spettacoli “alla Fiorello”. Ma neanche “alla Crozza”. Mediaset non ha mai prodotto un vero “one man show” e l’unica cosa comica che gli è riuscita negli ultimi anni è stata Zelig e certi momenti di gloria della Gialappa’s (ma dobbiamo guardare al lontano 2000).

A Mediaset tutto deve rimanere nello status quo deciso dai dirigenti. Per quanto la Rai appaia ancora quella dei “direttori” in prima fila (basti ricordare Del Noce quando si faceva baciare da Fiorello), ha per assurdo un più ampio respiro di Mediaset. Che, al di là di Berlusconi, è diventata una tv in cui si fa la battuta sopra le righe, poi ci si guarda un pò spaesati come quando si dice la parolaccia a tavola con i parenti e si spera venga contestualizzata al brindisi.  Continua a leggere

I ragazzi di “Amicizie a Milano” – la serie

Dicembre si apre con i dubbi di sempre: sarà ancora valida la tessera con gli sconti del Coin? Va ancora di moda addobbare l’albero o forse quest’anno è più chic addobbare gli extracomunitari? I vigili chiuderanno un’occhio se parcheggio in doppia fila il mio nuovo Suv con le ruote da trattore? Sono solo alcune delle domande che assillano un tipico giovane milanese di corso XX Settembre. La città si apre al Natale, ma allo stesso tempo non riesce a chiudere gli occhi sulla crisi. E così c’è chi, come certe famiglie bene, decide di accendere solo una parte dei 500 metri previsti di luci ad intermittenza…

Nelle puntate precedenti… Continua a leggere

Le grandi interviste di Radiobreakfast: Alessandra Mussolini

Il periodo istituzionalmente denso ci obbliga ad approfondire il tema politico nonostante si voglia parlare di argomenti ben diversi. Parleremmo per ore della siccità che poi viene interrotta da forti grandinate che poi si alternano nuovamente alla siccità che, a sua volta, lascia spazio a forti piogge. Un fenomeno curiosissimo che riempie i telegiornali ma che noi, nella nostra ingenua semplicità, abbiamo sempre chiamato “natura”. Parleremmo per ore di tutto questo, davvero. Ma i nostri azionisti ci tengono per i coglioni. Eccoci dunque con una nuova intervista targata Radiobreakfast: Alessandra Mussolini. Attrice, modella, cantante, opinionista.

Abbiamo deciso di incontrarla nel tempio istituzionale del Paese, lì dove, a maggior ragione in questo delicato periodo storico, si prenderanno importanti decisioni destinate ad incidere sul potere d’acquisto degli italiani: l’outlet. Continua a leggere

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